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Comunicato stampa sui festeggiamenti per Mazzarino
Giugno 2001

Le diverse sortite di Tagliente sulle iniziative culturali ci preoccupano sempre di più.
L'entusiasta adesione ai festeggiamenti che si terranno a Parigi per il quarto centenario della nascita del cardinale Giulio Mazzarino (Pescina 1602 - Vincennes 1661), denota ancora una volta come l'attuale Presidente del consiglio regionale d'Abruzzo, che alle istituzioni democratiche deve tutta la sua carriera politica (in un sistema statuale alla Mazzarino egli mai avrebbe potuto esprimere le proprie capacità politiche), guardi sempre più ai personaggi-simbolo di una cultura che non ha niente di democratico.
Già la sua attività di primo cittadino e di responsabile della cultura vastese aveva più volte mortificato il pensiero laico e libertario. Si ricorderà, infatti, la ferma opposizione all'intitolazione di una piazza a Robespierre (il cui pensiero e la cui opera politica sono a fondamento delle moderne costituzioni liberal-democratiche) così come il silenzio e l'indifferenza sui centenari di Giacomo Leopardi (personaggio-simbolo di un pensiero laico e solidaristico) e di Giordano Bruno (simbolo della libertà della scienza e di pensiero). Al contrario è ancora davanti agli occhi di tutti la patetica commemorazione del bicentenario delle insorgenze anti-giacobine. Insomma da sindaco l'avv. Tagliente aveva già dato un quadro avvilente del modo di gestire l'assessorato alla cultura.
Come se non bastasse, ora, dopo il vergognoso silenzio di appena un fa sul primo centenario della nascita di Ignazio Silone (anche lui abruzzese e di Pescina, ma simbolo della libertà e della lotta ai totalitarismi del Novecento), il Presidente Tagliente si prepara ad un pomposo viaggio in Francia, a spese dei contribuenti della regione, per ricordare l'opera di un abruzzese, sempre di Pescina, che invece focalizzò la sua azione politica in favore dell'assolutismo e contro ogni tentativo della nobiltà francese di instaurare anche nel paese d'Oltralpe un sistema politico di tipo liberale simile a quello che si stava affermando in Inghilterra.
A questo punto il Presidente Tagliente deve dire chiaramente da che parte si colloca, se dalla parte della Vandea, del sanfedismo e dell'assolutismo o da quella della libertà, della laicità dello stato e della democrazia.
E' un dovere di chiarezza non solo verso tutti gli abruzzesi ma anche verso le istituzioni democratiche della Regione di cui egli è oggi massimo rappresentante.


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